FIDAS News Aprile 2017

“La discussione sul Piano di riordino ospedaliero della Puglia è chiusa. Il Piano è definitivo nella sostanza e da domani cominciamo ad attuarlo”.

Questo è l’annuncio dato dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Un piano di riordino con molte ombre e poche luci sotto il profilo trasfusionale e non solo.

Sono note a tutti, infatti, le alterne vicende che hanno contrassegnato l’iter di approvazione di questo Piano, il quale è andato incontro a diversi interventi di restyling dovuti alle svariate contestazioni mosse circa il suo contenuto e soprattutto relativamente al nuovo quadro sanitario regionale che andava via via emergendo.

Ora, dopo poco più di un anno, sembra giunto il momento della sua entrata in vigore che, certamente, comporterà una delicatissima fase di assestamento.

In merito all’attività trasfusionale il Regolamento Regionale 10 marzo 2017, n. 7 “Riordino ospedaliero della Regione Puglia ai sensi del D.M. n. 70/2015 e delle leggi di stabilità 2016-2017. Modifica ed integrazione del R. R. n. 14/2015” stabilisce che “la rete trasfusionale dovrà essere definita con provvedimento di Giunta regionale entro 60 giorni dalla emanazione del Regolamento regionale di riordino della rete ospedaliera pugliese (pubblica e privata accreditata), su proposta della Struttura Regionale di Coordinamento, privilegiando la concentrazione delle attività di lavorazione e produzione del sangue e degli emocomponenti su scala aziendale o, qualora possibile, sovraziendale (Area Vasta)”.

A conti fatti, quindi, il nuovo quadro trasfusionale dovrebbe essere adottato entro la metà del mese di Maggio e, da quanto è dato sapere, negli uffici di Via Gentile si sta già lavorando alacremente.

Un riordino che dovrebbe vedere potenziate le realtà trasfusionali di Lecce e Gallipoli, oltre alla creazione di una nuova struttura nell’ospedale di Scorrano e al permanere di quelle di Copertino, Casarano e Galatina con funzioni ridotte.

Mi auguro vivamente che, in fase di definizione della nuova rete trasfusionale, la Giunta Regionale non si fermi ad effettuare una mera valutazione economica, andando a bilanciare i costi con i benefici, ma si preoccupi di predisporre un sistema di strutture che siano in grado di rispondere in modo efficiente alle tantissime sollecitazioni provenienti dal territorio salentino.

Perché tutti noi siamo sempre pronti a donare con passione, dedizione e convincimento, ma, ahimè, talvolta, non siamo messi nelle condizioni di poterlo fare con costanza e tranquillità.

In questa fase di forse incertezza, quindi, non ci resta che dire: “io speriamo che me la cavo”!