FIDAS News Febbraio 2016

Il mio cordiale pensiero va inoltre ai numerosi aderenti alla Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue, accompagnati dal Vescovo Ausiliare di Roma Monsignor Armando Brambilla, che s’è fatto voce dei sentimenti di ciascuno. Carissimi, la donazione del sangue è un grande gesto di solidarietà, che arriva a coinvolgere gli aspetti più profondi della personalità umana, impegnandola a vivere la spiritualità del dono. Mentre esprimo vivo apprezzamento per la significativa testimonianza di sensibilità offerta dalle vostre benemerite associazioni, vi esorto ad arricchirne le varie attività sociali e sanitarie con una solida formazione spirituale, affinché siano sempre in grado di svolgere al meglio il servizio alla vita”.

 

E’ con queste bellissime parole che Sabato 21 Ottobre 2000 l’amato ed indimenticato Pontefice Giovanni Paolo II salutava i donatori della FIDAS.

Un momento toccante, quello del Giubileo del Donatore di Sangue, che ci prepariamo a vivere nuovamente con le stesse emozioni provate da chi c’era quel Sabato di 16 anni fa.

Un’occasione per riflettere, ancora una volta, sul ruolo fondamentale del nostro operato per il bene della collettività. Un bene per il quale siamo chiamati ad impegnarci fattivamente al di là dei molteplici ostacoli che, inevitabilmente, si incontrano e si incontreranno lungo il cammino di volontariato intrapreso.

L’oggi del volontariato è reso possibile grazie al passato e alle radici religiose, ideologiche, culturali da cui proviene e da cui attinge forza per riprogettare il futuro, nel nostro specifico caso del sistema trasfusionale, che dovrà vederci sempre più protagonisti.

Ma riprogettare presuppone ripensare: la spinta ideale, i modi attraverso i quali essa si è venuta realizzando, il rapporto con una comunità locale, regionale, nazionale e persino continentale in continua trasformazione, le condizioni per una sempre più significativa presenza negli scenari futuri…

Ecco, allora, che questo Giubileo Straordinario della Misericordia deve rappresentare una ulteriore occasione per riflettere sul nostro ruolo di volontari, chiamati ad un forte impegno al servizio della collettività da portare avanti con coraggio, dedizione ed un fortissimo lavoro di squadra.

Perché, come già rilevavo nello scorso numero di FIDAS News, i bisogni dei malati vanno oltre i vari individualismi e questo dobbiamo sempre tenerlo presente.

 

 

Il Presidente

Emanuele Gatto