FIDAS News Febbraio 2018

“Ma stai scherzando?! Io non potrò mai dimenticare quello che ha fatto la FIDAS per mio padre. Non potrò mai dimenticare la vostra gentilezza ed immediata disponibilità quando ci avevano chiamato dall’ospedale per comunicarci che non c’era sangue per poter operare papà”.

 

E’ in parole come queste, piene di emozione e di gratitudine, che troviamo, giorno dopo giorno, la forza per andare avanti nel nostro impegno a servizio dei malati.

Un impegno che non si deve fermare mai, ma che anzi si deve intensificare ancora di più.

Perché “non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi.”

E noi questa forza dobbiamo trovarla, per rialzarci dalla forte crisi, in termini donazionali, che ha colpito la nostra Associazione.

Abbiamo chiuso, infatti, il 2017 con quasi 700 donazioni in meno rispetto all’anno precedente.

Un crollo nel numero di donazioni dovuto a diversi fattori che si sono andati a combinare tra loro, primo fra tutti la difficile situazione di Gallipoli, tanto a livello di Servizio trasfusionale, quanto a livello sezionale.

Oggi, però, dobbiamo parlare il linguaggio dell’incoraggiamento e della fiducia, per invertire la tendenza e tornare a crescere, partendo proprio dalla parte fondamentale del nostro essere Associazione: il contatto diretto con i donatori.

Dobbiamo riscoprire il vero e profondo valore della donazione: affidare ad altri un bene, qualcosa che noi riteniamo prezioso, senza ricevere nulla in cambio.

E’ una scelta che viene dal cuore, è un’opportunità per fare del bene, oltre che un atto di grande civiltà.

Tutti noi donatori, volontari e dirigenti dobbiamo, quindi, incoraggiare chi potrebbe scegliere di donare a compiere questo gesto straordinario con cui dire “sì alla vita”.

A tutti coloro che già donano e tutti coloro che lo faranno, va il mio e il nostro incondizionato GRAZIE.

 

Il Presidente

Emanuele Gatto