FIDAS News Febbraio 2021

L’emergenza sanitaria generata dal Covid-19 ha colpito, insieme a tanti aspetti della società, anche il nostro sistema trasfusionale. I dati sulla raccolta pubblicati nei giorni scorsi dal Centro nazionale sangue parlano chiaro: paure, difficoltà di accesso in ospedali o Unità di raccolta e riorganizzazione delle strutture sanitarie portano a una riduzione sull’intero territorio italiano.

A preoccupare è in particolare il plasma che fa registrare un decremento importante tanto da allontanarci dal traguardo dell’autosufficienza. A questo si aggiungono i timori dei pazienti cronici che spesso rischiano di non vedersi garantite le terapie salvavita, nonché le numerose richieste di compensazione segnalate dalla bacheca SISTRA. Insomma, il quadro generale rimane delicato e c’è bisogno di tutte e tre le “gambe” del nostro sistema trasfusionale per ripartire e assicurare quella solidità e quella sicurezza che hanno fatto sinora dell’Italia un modello riconosciuto a livello internazionale.

La pandemia ha contribuito in maniera determinante alla riduzione della raccolta sia di sangue che di plasma, i numeri sono chiari. Occorre, quindi, mantenere alta l’attenzione perché, come stiamo vedendo, di certo il virus non verrà debellato in questo primo trimestre del 2021. La questione plasma non è certamente trascurabile perché se la pandemia dovesse portarci ad avere una riduzione del plasma entrante da altri Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, avremmo la necessità di dover contare solo sulle nostre forze. E, sotto questo profilo, in Italia abbiamo ancora tanta strada da fare.

L’accesso alle terapie è importante, in particolare per chi soffre di immunodeficienze, in quanto le immunoglobuline al momento sono il plasmaderivato più utilizzato. Se non dovessimo averle per tutti, a chi dovremmo rinviare la terapia?

E’ una domanda, questa, a cui mi auguro non si debba mai arrivare, perché rappresenterebbe la sconfitta dell’intero sistema trasfusionale.

Le associazioni hanno da sempre un ruolo strategico e spetta a noi agire per una vera e propria educazione sanitaria che vada dalla donazione, alla prenotazione della stessa, passando per la sensibilizzazione alla donazione del plasma. Dobbiamo, quindi, imparare a convivere con un quadro epidemiologico che può mutare da un momento all’altro. Ciò che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo deve renderci capaci di dare risposte immediate ed efficaci a qualsiasi tipo di necessità.

Lo abbiamo già fatto nel 2020, dobbiamo farlo ancora di più in questo 2021.

Avanti così!

Il Presidente
Emanuele Gatto