FIDAS News Luglio 2016

In un periodo di cronica e costante emergenza sangue, i sistemi trasfusionali salentino e regionale hanno la capacità di rendere il già complicato quadro sanitario ancora più difficile da gestire.

Mi spiego meglio.

Tutto il personale medico, infermieristico e tecnico che compone le varie equipes domenicali della Asl Lecce è in fermento per il pagamento delle proprie prestazioni aggiuntive, le quali non vengono versate ormai da Luglio 2015.

Una situazione diventata a questo punto intollerabile, viste anche le continue ed estenuanti trattative con la Direzione Amministrativa della ASL, che hanno portato, per adesso, all’autorizzazione del pagamento delle competenze relative solo al 2015, le quali, comunque, non sono ancora state versate a tutto il personale afferente ai vari servizi e centri trasfusionali.

Dinanzi a questo atteggiamento, il personale ha deciso di ritirare la propria disponibilità ad effettuare le uscite domenicali, con la grave conseguenza che il calendario programmato già alla fine dell’anno scorso rischia di saltare, con tutto quello che ne consegue in termini di autosufficienza e di capacità di rispondere alle necessità trasfusionali che crescono in maniera esponenziale da giugno a settembre.

Per arginare questa situazione si è cercato di trovare qualche escamotages che permettesse di evitare il default del sistema trasfusionale leccese, come, ad esempio, spostare al venerdì e al sabato le raccolte da effettuare nelle sedi accreditate o su autoemoteca.

Ci auguriamo che queste “soluzioni-tampone” servano ad attutire le conseguenze negative, ma è anche vero che è quanto mai necessario ed urgente un immediato e chiaro intervento da parte della Direzione Generale della ASL che, ad oggi, si è dimostrata particolarmente sorda alle istanze provenienti dal “Sistema sangue”, tanto che esse provenissero dal mondo del Volontariato quanto che giungessero dal proprio personale dipendente.

A tutto ciò si devono aggiungere le problematiche che si stanno vivendo a livello regionale, dove ci troviamo dinanzi ad una Istituzione, la Regione per l’appunto, completamente cieca ed insensibile  alle molteplici sollecitazioni che gli provengono dalle Associazioni e Federazioni regionali di donatori di sangue.

C’è bisogno di un franco confronto sulle modalità di organizzazione e gestione del sistema trasfusionale adottate a livello regionale, che vedono noi Associazioni sempre più ridotte ad un ruolo marginale, di semplici “ratificatori” delle decisioni altrui, quando invece tutta la programmazione dovrebbe ruotare intorno agli input provenienti proprio dal volontariato del sangue, il quale è l’unico ad avere il polso immediato della situazione.

L’immagine di craveriana memoria del Sistema trasfusionale come un tavolino che poggia su tre gambe (Istituzioni, Trasfusionisti e Associazioni), purtroppo, non corrisponde minimamente alla realtà pugliese e leccese.

Qui le prime due “gambe” hanno deciso di agire in completa autonomia, senza interfacciarsi minimamente con noi Associazioni, che, invece, siamo il fulcro intorno al quale deve ruotare qualsiasi iniziativa.

Con questo loro comportamento il famoso tavolino si è andato trasformando in un “ripiano” terribilmente instabile e pronto a cadere da un momento all’altro.

Perché senza il necessario confronto con noi Volontari del sangue diventerà sempre più difficile riuscire a garantire la necessaria tutela dei malati e, al contempo, dei donatori.

I trasfusionisti e le Istituzioni lo capiranno mai questo? Staremo a vedere……

EDITORIALE di Emanuele Gatto