FIDAS News Marzo 2018

Febbraio – Marzo è il periodo più importante dell’anno per la nostra Associazione perché è il momento in cui si svolgono gran parte delle Assemblee sezionali, oltre a quella provinciale.

L’assemblea ordinaria dell’Associazione è il momento nel quale ogni socio può confrontarsi con gli altri soci, analizzare l’operato degli organi direttivi e proporre iniziative ed altro.

E’ l’occasione per fare il punto della situazione, per guardarsi in faccia e capire dove è necessario “raddrizzare il tiro” e dove, invece, è utile perseverare.

Le nostre Assemblee sono e saranno, certamente, la sede più opportuna in cui analizzare i dati delle donazioni e cercare di capire da dove nasce il risultato collettivo di quest’anno che è certamente di gran lunga sotto le aspettative.

Siamo al terzo anno consecutivo con il segno meno e questo è un segnale chiaro della necessità di rimodulare la nostra attività dirigenziale e il nostro impegno come volontari.

Come metto in evidenza nella mia relazione morale che andrò a presentare in occasione dell’Assemblea provinciale, essere oggi volontari del dono e, ancor più, essere oggi rappresentanti associativi richiede necessariamente un aggiornamento in termini di formazione e una conoscenza specifica del sistema trasfusionale e della realtà associativa.

Non basta essere volontari, bisogna essere volontari responsabili e consapevoli dei ruoli e dei compiti da svolgere nei modi corretti e nei tempi opportuni. Solo così potremo essere sicuri di aver messo a frutto i nostri talenti.

E allora cogliamo l’occasione di confronto e di dibattito che ci viene offerta dalle Assemblee per capire da dove veniamo e dove vogliamo andare.

E’ necessario dare una forte sterzata a tutta la nostra attività.

Il nostro calo nelle donazioni si tramuta automaticamente in un aumento dei momenti di emergenza, perché è facilmente comprensibile che, nel momento in cui mancano oltre 700 donazioni, il sistema trasfusionale va automaticamente in affanno e scatta l’emergenza.

Non possiamo più permetterci di continuare a perdere donazioni. Non se lo possono permettere i nostri malati!

Come sempre abbiamo tanto da fare per poter garantire la necessaria terapia trasfusionale ai nostri malati e allora “nfordicamunde le maniche” e mettiamoci subito a lavoro, perché, come ci ricorda l’antico saggio, “non dobbiamo aspettare il momento giusto per fare le cose, l’unico momento giusto è ADESSO”.