FIDAS News Novembre 2017

L’EDITORIALE

 

In questo periodo sembrerebbe, finalmente, muoversi qualcosa sul piano dell’organizzazione di tutta l’attività trasfusionale salentina.

E’, infatti, notizia di pochi giorni fa l’indizione di un concorso per ben 15 medici trasfusionisti che dovrebbero garantire un funzionamento a pieno regime di tutte le strutture presenti sul territorio della ASL Lecce.

Il nostro e mio personale auspicio è che questo concorso veda la copertura di tutti i posti messi a disposizione in modo tale che si possa “tirare un sospiro di sollievo” nell’organizzazione dell’attività trasfusionale, che, finora, abbiamo pianificato facendo i conti con prestazioni aggiuntive, reperibilità, mancati riposi….

Il mondo del sangue, come abbiamo sempre detto, non può e non deve essere subordinato a fattori come quelli appena indicati che portano a tanti risvolti tranne a quello fondamentale: compiere un gesto di volontariato gratuito a sostegno delle necessità trasfusionali di tutti i cittadini.

E questo è il pensiero che si è affacciato, ancora una volta, alla mia mente specialmente dopo il servizio trasmesso da “Le Iene” su Italia 1, nel quale si prospetta un forte interesse economico personale nella gestione della raccolta sangue da parte dei dirigenti di AVIS Campania.

La portata di questo servizio è stata dirompente, ma deve aiutarci a far capire all’opinione pubblica che non si può fare “di tutta l’erba un fascio”.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare che in Italia il sangue si dona gratuitamente e tutto il sistema trasfusionale si basa sull’ impegno costante di uomini e donne che hanno fatto del volontariato una scelta di vita, mettendosi in gioco in prima persona, rinunciando alle vacanze o alle ferie per prestare la propria attività, dedicando tempo, energie e soprattutto passione alla ricerca di sempre nuovi donatori.

È questa la vera dimensione del nostro volontariato, il resto sono solo atteggiamenti e comportamenti che spetterà alla magistratura valutare.

È questo quello che dobbiamo ricordarci sempre nel nostro agire quotidiano come responsabili associativi, perché solo tenendo ben presente questa mission potremo dire di aver lavorato bene.

 

Emanuele Gatto