FIDAS News Novembre 2019

“Fiat Lux et lux facta est”.

Sembrava impossibile viste le mille peripezie vissute lo scorso anno, e invece siamo già riusciti a chiudere la programmazione 2020 di tutte le raccolte ASL!

Un risultato incredibile che rappresenta un record per la Asl Lecce che ha sempre avuto tempi biblici per la predisposizione del calendario delle raccolte festive e feriali. Basti tener conto che il calendario 2019 ha subito modifiche sino alla fine di Gennaio di quest’anno.

La programmazione 2020, invece, ha avuto un iter molto più snello e rapido grazie al fatto che essa è stata pianificata dalle Associazioni del territorio, in perfetta sinergia.

In questo modo siamo potuti giungere più che preparati alla riunione di SRC svoltasi il 30 ottobre u.s., durante la quale si è messa in evidenza la necessità di prendere in seria considerazione il numero degli emocromi effettuati, al fine di valutare l’operato delle Associazioni, atteso che il numero di sacche raccolte durante un’uscita non è sintomatico dell’impegno effettivamente profuso da una Sezione.

Un dato su cui dobbiamo certamente riflettere è la sperequazione esistente tra il numero di donazioni effettuate nel periodo estivo ed il numero di unità prelevate nella stagione autunnale.

Su questo, come Associazione, abbiamo ancora molto da migliorare in termini di gestione della chiamata del donatore, rendendola sempre più efficiente ed efficace, oltre che rispondente allo specifico fabbisogno delle varie strutture trasfusionali.

Perché, come più volte ripetuto, donare sangue è un atto di estrema solidarietà nei confronti della comunità nella quale viviamo, in quanto permette veramente di salvare vite.

Chi decide di diventare donatore ed assumersi questo grande impegno con gli altri e per gli altri, stabilisce con il potenziale “ricevente” un patto di fiducia, il cui garante dovrebbe essere il Sistema Trasfusionale di riferimento. Tale patto si basa sul duplice e reciproco impegno del donatore e del medico trasfusionista; il donatore si impegna responsabilmente a condurre uno stile di vita sano ed il medico, a sua volta, mette al servizio del donatore e del ricevente la propria professionalità.

In questo ci siamo riusciti perché all’interno delle nostre realtà locali possiamo contare su persone motivate che ogni giorno portano in associazione un prezioso contributo umano e professionale, persone che, indipendentemente dalla disponibilità, dal grado di integrazione o coinvolgimento, agiscono per il bene comune.

Un agire pienamente etico, però, non può prescindere dall’obbligo di un appropriato utilizzo delle scorte, dall’ampliamento dell’offerta di apertura dei Servizi Trasfusionali e delle Unità di Raccolta, sempre nell’ottica dell’autosufficienza provinciale, regionale e nazionale, avendo sempre consapevolezza del fatto che la mancanza delle unità di sangue e di emocomponenti comporta una spesa.

Ci sono, quindi, ancora tanti aspetti nei quali è necessario migliorare e questo certamente non ci spaventa.

Anzi!