FIDAS News Ottobre 2016

L’EDITORIALE

 

A.A.A. Cercasi disperatamente Dirigenti della Regione Puglia

 

Un mega cartello pubblicitario con su scritte queste parole è la prima immagine che mi è apparsa in mente nel momento in cui mi sono accostato a scrivere questo editoriale.

Si perché delle criticità, delle problematiche e delle incapacità che affliggono l’operato della ASL abbiamo modo di discuterne in continuazione, mentre non ci siamo mai soffermati a mettere in evidenza i notevoli deficit che caratterizzano l’attività (forse meglio dire l’immobilismo) della Regione.

Una criticità con cui dobbiamo scontrarci è certamente l’assenza di un Assessore alla Sanità con cui interfacciarsi, dato che questa delega è rimasta nelle mani del Presidente Emiliano. Qualsiasi questione legata al sistema sanitario in generale e a quello trasfusionale in particolare, quindi, si presenta come un’entità astratta di cui tutti sentono parlare (Gorgoni, Negro, Scelsi, Campobasso….) ma sulla quale nessuno interviene in modo concreto.

Peccato però che non stiamo parlando di caramelle, ma della vita e della salute delle persone!

In qualsiasi momento in cui noi dirigenti associativi cerchiamo un confronto costruttivo con i dirigenti ed i politici, chissà perché c’è sempre qualcosa di più urgente da dover affrontare e risolvere….

Ma i rappresentanti (politici e non) delle Istituzioni regionali, ad esempio, lo sanno che entro il 14 Ottobre anche la Regione Puglia deve recepire lo schema tipo di convenzione con le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue, così come approvato in apposita seduta della Conferenza Stato-Regioni?

Sanno, per caso, che in un tutto il territorio regionale c’è una grave carenza di personale medico-tecnico ed infermieristico in servizio presso le varie strutture trasfusionali, le quali ormai sono al collasso e non riescono più a garantire le uscite già programmate?

Hanno minimamente idea del fatto che, ora come ora, il sistema trasfusionale attualmente in vigore si presenta come anacronistico ed incapace di rispondere in modo efficiente ed efficace alle necessità dei malati, problema questo che si risolverebbe passando ad un regime “misto” di raccolta (pubblica + associativa)?

Sono al corrente che da oltre 6 mesi il CIVIS non sedie più a quello che era il principale tavolo di concertazione in campo trasfusionale, ovvero il CRAT, il quale non avverte per nulla il bisogno di capire le ragioni di questa “ritirata sull’Aventino” delle associazioni di volontariato?

Questo è il quadro regionale dinanzi al quale ci troviamo ogni giorno e che vede le associazioni sempre più relegate ad un ruolo marginale.

Qualcosa cambierà viste la costanza, la caparbietà e la determinazione che mettiamo, al di là di tutto e tutti, nel contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei nostri malati?

Non bastano più le parole (ne abbiamo ascoltate di meravigliose in tutti questi anni), ora servono i fatti.

Vedremo cosa accadrà…. Speriamo bene! Noi comunque andiamo avanti per la nostra strada con l’impegno, la passione e la dedizione di sempre.

 

 

Emanuele Gatto