FIDAS News Ottobre 2020

45 anni e non sentirli

In questi giorni ricorre per la nostra Associazione un importante anniversario: il 45.mo di fondazione.

Un traguardo importante che rappresenta anche un’importante occasione di riflessione su quanto fatto, ma ancora di più su quello che andremo a fare o che ci aspetta.

Ebbene, FIDAS Leccese deve imparare a guardare soprattutto alle prossime generazioni e a prospettare soluzioni a problemi ormai ben noti a tutti quanti: il mantenimento dell’autosufficienza nella raccolta del sangue e dei suoi componenti, il raggiungimento dell’autosufficienza nella produzione di plasma, il reclutamento di nuovi donatori soprattutto giovani. La donazione di plasma, in particolare, è una procedura fondamentale in quanto consente lo sviluppo di numerosi farmaci noti come farmaci plasmaderivati. Nel plasma si possono individuare oltre ai sali minerali, vitamine, glucosio e sostanze insolubili, numerose proteine tra cui i fattori della coagulazione.

I fattori della coagulazione possono essere isolati ed estratti dal plasma, permettendo così la produzione di cure e terapie per tutti quei pazienti che soffrono di patologie legate al deficit delle diverse sostanze plasmatiche. La donazione di plasma riveste quindi un ruolo fondamentale nella cura di molte patologie croniche anche rare; molti disordini genetici possono essere trattati unicamente attraverso la somministrazione
di plasma o sostanze da esso estratte, pertanto chi decide di donare il plasma offre la possibilità di salvare molte vite e di aiutare chi non ha un’alternativa.

La quantità di plasma raccolta annualmente, però, non ci consente ancora l’autosufficienza cui, però, punta il Programma Nazionale Plasma, il quale prevede di raggiungerla a partire dal 2024.

Tutti noi dobbiamo impegnarci facilmente per raggiungere questi importanti obiettivi insieme a tutti gli altri protagonisti del sistema trasfusionale, in nome dell’altruismo che da sempre connota il cuore di tutti i salentini. Fondamentale per raggiungere gli obiettivi richiamati prima è rivolgersi alla popolazione più giovane che rimane, purtroppo, ai margini delle donazioni in quanto, spesso, non trova appeal nel messaggio che proponiamo, con la conseguenza che non abbiamo molti giovani donatori fidelizzati. Occorre, quindi, trovare sempre nuove forme di comunicazione che ci permettano di mostrare il volto “normale” del donatore, rimuovendo dalla mente dei più l’idea del donatore “supereroe”.

Questo ci permetterà di ottenere una maggiore identificazione con i donatori, portando i più restii a diventarlo. Nostro compito sarà sempre più quello di informare e formare la collettività sul valore solidale della donazione, nonché sulla sua importanza per il benessere personale come buona pratica di medicina preventiva.

Queste sono le sfide che ci attendo da qui ai prossimi anni, senza, però, mai dimenticare la lunga strada già percorsa che ci ha permesso di diventare quello che oggi siamo.