FIDAS News Settembre 2017

L’EDITORIALE

 

La forte emergenza che abbiamo attraversato questa estate (e dalla quale ancora non siamo usciti del tutto) deve portare necessariamente l’intero sistema trasfusionale ad una profonda riflessione sulla direzione verso cui sta viaggiando.

Non è possibile, infatti, continuare ad adottare soluzioni-tampone che servono a curare il “sintomo”, ma non la “malattia”.

Non bastano gli appelli dei trasfusionisti in televisione, via facebook e alla radio.

Serve una seria programmazione fatta per tempo, oltre ad una adeguata campagna di sensibilizzazione. Le raccolte domenicali ed infrasettimanali, poi, non possono essere solo una questione di prestazioni aggiuntive!

Ma al di là di queste specifiche problematiche, contro le quali non smetteremo mai di “combattere” nelle opportune sedi, è altrettanto necessario fare una seria riflessione sul ruolo di noi dirigenti associativi perché, del resto, “il peggior nemico di una crescita associativa e di un necessario rinnovamento è oggi il continuare a fare quello che si è sempre fatto a prescindere dai risultati, perché così ci si offre una tranquillità di coscienza”.

Di fronte a questa ennesima difficoltà estiva nel reperire donatori “non serve fare come lo struzzo e mettere la testa nella sabbia per non vedere e dire che tutto va bene, cullandoci nel mito che siamo i più forti ed i più bravi, quelli che hanno sempre ragione”.

Indubbiamente i tempi sono cambiati ed è quanto mai necessario rimodulare la nostra azione associativa per renderla sempre più adeguata alle profonde trasformazioni che sono in corso nella moderna società.

Noi siamo pronti ad accettare questa sfida?

Lo dobbiamo essere! Perché solo così garantiremo alla nostra Associazione una continuità nel futuro. Come ho già più volte messo in evidenza, abbiamo un potenziale incredibile che ci permetterebbe di fare grandi cose. E allora non sprechiamolo, ma esaltiamolo.

Dobbiamo abbandonare la staticità che rende tranquille le coscienze per passare alla dinamicità che le muove e le sollecita a trovare sempre nuove strade da percorrere.

Solo così potremo essere sicuri di aver messo a frutto i nostri talenti.

 

Emanuele Gatto